Il ruolo fondamentale dell'illustratore in un'agenzia di comunicazione - Mètis
 
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Il ruolo fondamentale dell’illustratore in un’agenzia di comunicazione

(Comunque no, se sai disegnare un albero con la penna verde non sei un illustratore.)

“Ah ma quindi tu tipo fai i disegnini? Io pure sono bravo a disegnare

“Io comunque se devo mettere qualche disegno da qualche parte chiedo a mia nipote che ha fatto l’artistico.”

Vabbè. Quindi chiunque può fare l’illustratore?
La risposta che state immaginando è giusta: NO.
C’è una differenza ben chiara tra un “talento del disegno” (che poi… sarebbe da verificare eh) e un bravo illustratore.

Per capire la differenza tra una qualsiasi persona che ha sviluppato la dote del disegno e un illustratore, bisognerebbe partire dalla differenza concettuale tra un disegno e un’illustrazione.

Il disegno non è altro che la rappresentazione grafica di qualcosa che si ha davanti gli occhi: una persona, un animale, un oggetto, qualsiasi cosa.

L’illustrazione invece non si ferma alla semplice e mera raffigurazione di qualcosa: si parla di vera e propria storytelling. Quel “disegno”, come lo chiamate voi, è un fattore fondamentale all’interno di una narrazione grafica ed editoriale ed è l’elemento visivo che riesce a dar forma ad un’idea.

Un esempio? Le illustrazioni dei libri per bambini.

L’illustrazione, proprio come la grafica o la calligrafia, è un’arte utilizzabile per avere un’immagine unica ed irripetibile (a meno che non provino a rifilarci un disegno scopiazzato, cosa che un illustratore vero non farebbe mai), ed è un di più, un tocco di manualità che da armonia e movimento al copy di un post, ad esempio, che non sempre si ottengono con l’uso della grafica semplice.

MAI E DICO M A I I I

parlare di illustrazioni “belle” “supermegawooow” o “brutte” “blah no lo faccio meglio io”!

L’illustrazione non nasce con il solo scopo di essere bella da vedere, bensì utile per comunicare qualcosa ed in più, è frutto dell’unicità e della personalità dell’artista che le da vita.

 

C O M U N I C A R E C H E?

Ovviamente si può raccontare qualsiasi cosa: un’idea, un pensiero, un ideale, un valore, un concetto, un’identità, tutto quello che ci pare.

Deve essere capacità dell’illustratore quella di sviscerare ogni minima emozione, ogni segno o addirittura ogni sensazione che può in qualche modo arricchire il significato dell’illustrazione che si sta realizzando.

MA QUINDI, QUAL E’ IL PROCESSO CHE SEGUE L’ILLUSTRATORE PER FARE STE ROBE?

COME GLI VENGONO LE IDEE?”

Reggetevi forte…

DALLA VITA.

Ma n’che senso scusa?

Un esempio?  Anton Semenov.

Semenov dice di rappresentare il mondo che vive ogni giorno, ma le sue opere sono di un’altra dimensione, NEL VERO 

SENSO DELLA PAROLA, EH !!

Rappresenta una realtà distopica abitata da creature inquietanti e ombre, e no amici miei… non è un folle, tutto dipende dall’interpretazione e la trasposizione visiva.

Come Anton stesso afferma: ”Il mondo intorno a noi è pieno di cose, io sto cercando di vederle da angolazioni diverse, per usarle come base per i miei lavori”.

La verità è che non serve niente di speciale, è di emozione e di creatività che si ha bisogno, e di un occhio attento al mondo che si vuole raccontare con le nostre illustrazioni.

GUARDARE – INTERPRETATE – IMMAGINARE- CREARE- PERDERSI – IMMAGINARE2 – COMUNICARE!

Sta qui il segreto!

Ma perché è importante in un’agenzia di comunicazione?
Ragazzi. L’illustratore è il capo degli sgravoni dei creativi di tutto il web.
La sua penna è unica e grazie a questa ogni progetto per ogni singolo cliente è di conseguenza unico ed inimitabile, garantendo così un’esclusività che non tutti possono garantire ai tempi d’oggi.

 

E ragazz*… per questo non basta un disegnatore bravo e basta. xd

Kissini galattici

 

Dalla vostra Siria
(che sta gongolando per aver dato uno smacco morale a tutti quelli che disegnano e pensano di poter fare il suo lavoro.)